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Quanto costa un gestionale personalizzato: le voci che fanno il prezzo

Nessuno può darti una cifra senza sapere come lavori, ma tutti possono dirti da cosa dipende. Le cinque voci che compongono il preventivo e le due che di solito nessuno ti dice.

Perché non esiste un listino

Un gestionale su misura non è un prodotto ma un progetto: il prezzo dipende da quante persone lo useranno, quanti passaggi ha il tuo flusso di lavoro, quanti sistemi esistenti deve parlare e quante eccezioni deve gestire. Chi ti dà una cifra al telefono senza chiedere niente sta indovinando, e l'indovinello lo pagherai in varianti.

Quello che si può sapere prima è la struttura del costo. Se conosci le voci, capisci dove il tuo caso si posiziona e quali scelte spostano davvero il totale.

Le cinque voci del preventivo

**Analisi.** Le ore spese a capire come lavori davvero: chi fa cosa, in che ordine, con quali eccezioni. È la voce che più spesso si prova a tagliare ed è quella che più spesso fa fallire i progetti.

**Sviluppo.** Il grosso della cifra, proporzionale al numero di flussi e di stati che il sistema deve gestire. Una pipeline lineare costa una frazione di una con approvazioni, ritorni e deroghe.

**Migrazione dei dati.** Portare dentro clienti, storico e documenti dal sistema attuale o dai fogli di calcolo. Il costo dipende dalla pulizia dei dati di partenza, non dalla quantità.

**Integrazioni.** Ogni sistema esterno che deve parlare col gestionale — contabilità, e-commerce, banca, firma digitale — è un progetto nel progetto.

**Formazione e avvio.** Le settimane in cui le persone imparano e il vecchio sistema gira in parallelo.

Le due voci che spesso non compaiono

La prima è la manutenzione. Un software vive: cambiano le normative, i sistemi collegati aggiornano le loro interfacce, l'azienda modifica un processo. Un canone di manutenzione onesto vale tra il quindici e il venti per cento annuo del valore di sviluppo. Se non compare nel preventivo, comparirà come extra al primo imprevisto.

La seconda è il costo del non farlo. Prima di valutare la spesa vale la pena quantificare cosa costa oggi il problema: ore di lavoro ripetitivo, preventivi persi perché nessuno li ha richiamati, ritardi di fatturazione. È l'unico numero che rende il preventivo confrontabile con qualcosa.

Come tenere sotto controllo la cifra

Parti dal flusso che genera più margine o più perdita, non da tutto insieme. Un primo modulo funzionante in produzione vale più di un progetto completo consegnato tra un anno, perché comincia a restituire dati e a pagarsi.

Fatti dare un elenco chiuso di quello che è compreso, con gli stati e i campi. Le varianti nascono quasi sempre da un elenco vago, non da un cliente che cambia idea.

Chiedi di vedere qualcosa che gira prima di firmare la seconda tranche. Un esempio funzionante del tuo settore ti dice più di trenta pagine di analisi.

Tre ordini di grandezza, con cosa contengono

Da cinque a quindici mila euro: un modulo singolo che risolve un processo. Gestione delle commesse, pianificazione degli interventi, calcolo del margine per lavorazione. Si consegna in due o tre mesi e si integra con quello che già usate.

Da venti a cinquanta mila: il sistema che copre il flusso principale dell'azienda, dal primo contatto alla fattura, con più ruoli e permessi diversi. È la fascia in cui rientra la maggior parte delle PMI che sostituiscono i fogli di calcolo.

Sopra i settanta mila: più sedi, integrazioni con macchinari o portali esterni, applicazioni per il personale in mobilità. A questo livello il progetto va gestito a fasi, con rilasci parziali che entrano in uso prima della fine.

Cosa fa muovere il prezzo

Il numero di ruoli. Un sistema usato solo dall'ufficio costa meno di uno usato anche da tecnici in cantiere e da clienti dall'esterno: ogni ruolo aggiunge schermate, permessi e casi da verificare.

Le integrazioni. Collegarsi a un gestionale contabile con documentazione pubblica è mezza giornata; collegarsi a un software che non prevede un'interfaccia è una settimana e resta fragile nel tempo.

La qualità dei dati di partenza. Migrare un'anagrafica pulita è un'operazione; ricostruirne una da quattro fogli di calcolo incoerenti è un progetto dentro il progetto, e va preventivato separatamente.

Il livello di dettaglio dei permessi. Chi vede i margini, chi vede i costi del personale, chi vede solo la propria commessa: sono regole che si scrivono una per una.

Il costo che continua dopo la consegna

Un software è vivo: aggiornamenti di sicurezza, adeguamenti normativi, correzioni, piccole evoluzioni. Il canone di manutenzione sensato si colloca tra il quindici e il venticinque per cento del valore del progetto su base annua.

Sotto quella soglia il fornitore non ha margine per assistervi davvero, e lo scoprirete alla prima urgenza. Sopra, state pagando un abbonamento travestito da manutenzione.

Vanno messe a contratto due cose: il tempo massimo di risposta per un blocco operativo e cosa succede ai dati se il rapporto finisce. Sono le due clausole che nessuno legge e che contano più del prezzo.

Come si calcola se conviene

Si parte dalle ore. Quante ore alla settimana il personale spende in operazioni che un sistema farebbe da solo: ricopiare dati, cercare informazioni in cartelle, ricostruire lo stato di una pratica, preparare a mano lo stesso documento.

Un'azienda di dodici persone che ne recupera sei a settimana su quattro persone recupera circa mille ore l'anno. A venticinque euro l'ora di costo aziendale sono venticinquemila euro annui: un progetto da trentamila si ripaga in poco più di un anno e continua a produrre dopo.

Il secondo effetto, più difficile da preventivare ma spesso più grande, è vedere il margine per commessa. Le aziende che iniziano a misurarlo scoprono quasi sempre una fascia di lavori che perde denaro, e smettere di farli sposta il conto economico più di qualsiasi risparmio di tempo.

Come tenere il preventivo sotto controllo

Fatevi consegnare il progetto a fasi, con la prima parte in uso reale entro tre mesi. Un sistema che entra in produzione presto viene corretto sulla realtà; uno costruito per un anno intero prima di essere usato viene corretto sulle ipotesi.

Congelate il perimetro della prima fase e mettete per iscritto che le richieste nuove entrano nella seconda. È l'unica difesa efficace contro la crescita silenziosa dei costi, e protegge entrambe le parti.

Chiedete che il preventivo separi analisi, sviluppo, migrazione dei dati e formazione. Quattro voci distinte permettono di capire dove si può ridurre; una cifra unica non permette nessuna trattativa sensata.

Le tre domande che spostano il preventivo prima ancora di scriverlo

Quante persone useranno il sistema contemporaneamente e da dove. Cinque persone in ufficio è un problema; venti persone di cui otto in mobilità con connessione instabile è un altro, e la differenza si vede nell'architettura, non nelle schermate.

Quanti dati storici vanno recuperati. Ripartire da zero costa poco e fa perdere la memoria dell'azienda; recuperare cinque anni di storico da sistemi diversi può valere il venti per cento del progetto. È una decisione di business, non tecnica.

Cosa succede se il sistema è fermo per un giorno. Se la risposta è che l'azienda si ferma, servono ridondanza, backup verificati e un contratto di assistenza con tempi certi, e tutto questo ha un costo che va deciso consapevolmente.

Il confronto con l'alternativa che non si considera mai

Prima di valutare un gestionale su misura vale la pena calcolare il costo dell'alternativa attuale: non zero, ma le ore spese oggi più gli errori che producono rilavorazioni più le decisioni prese senza dati.

Quest'ultima voce è la più grande e la meno quantificata. Un'impresa che non sa quali lavori sono in perdita continua a farli, e il costo di quella ignoranza in un anno supera spesso l'intero investimento nel sistema che l'avrebbe rivelata.

Il modo pratico per stimarla: prendete tre commesse chiuse di recente e calcolatene il margine reale a mano, con tutti i costi. Se il risultato vi sorprende, avete appena misurato il valore del progetto.

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