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Agenzia SEO o freelance: come scegliere senza sbagliare

Non è una questione di prezzo ma di continuità, ampiezza e rischio. I criteri per capire quale delle due forme regge il vostro tipo di progetto.

La domanda è sbagliata così com'è posta

Agenzia e professionista singolo non sono due prodotti alternativi allo stesso prezzo: sono due modi diversi di distribuire competenze, tempo e rischio. La scelta giusta dipende da quante competenze diverse richiede il vostro progetto e da quanto potete permettervi che si fermi.

Un sito vetrina di dodici pagine in un settore poco competitivo richiede una persona brava e costante. Un progetto che tocca sviluppo, contenuti, ricerca locale e digital PR richiede quattro mestieri, e una persona sola non li ha tutti — o li ha tutti a livello sufficiente, che nei mercati contesi non basta.

Cosa si compra da un professionista singolo

Rapporto diretto con chi esegue: nessun passaggio di consegne, nessun account manager che traduce. Su progetti piccoli è un vantaggio reale, perché la comunicazione è dove si perde più tempo.

Costo inferiore a parità di ore, perché non c'è struttura da mantenere. E flessibilità: le priorità si cambiano con una telefonata.

Il rischio è la concentrazione. Malattia, altri clienti, un cambio di lavoro: il progetto si ferma e non c'è nessuno che raccolga. Va mitigato con due cose scritte: documentazione consegnata periodicamente e accessi intestati a voi, non al fornitore.

Cosa si compra da un'agenzia

Continuità: se una persona si ferma, un'altra prende in mano il lavoro. Su un impegno pluriennale è la differenza principale.

Ampiezza: chi scrive non è chi corregge il codice, e chi corregge il codice non è chi cura la ricerca locale. Nei progetti che toccano più discipline questo evita il collo di bottiglia della persona sola.

Il rischio è opposto: pagare struttura invece di lavoro, e finire seguiti da chi ha meno esperienza mentre il senior che ha venduto il progetto non lo vede più. Si verifica con una domanda diretta in fase di trattativa: chi lavorerà concretamente sul progetto, con nome e ruolo.

Le domande che valgono per entrambi

Fatemi vedere un progetto simile al mio e i numeri che ha prodotto. Non il portfolio: i numeri, anche in forma anonima.

Cosa succede ai contenuti e agli accessi se ci fermiamo? La risposta corretta è che restano vostri, sempre, e va messa per iscritto.

Quale numero mi mostrerete tra sei mesi per dire che ha funzionato? Se la risposta parla di posizioni e non di richieste ricevute, la misura è sbagliata dall'inizio.

Quanto del lavoro sarà a carico mio? Molti preventivi economici presuppongono che i testi li scriviate voi. È legittimo, ma va saputo prima.

La forma ibrida che funziona spesso

Un professionista che segue la parte continuativa — contenuti, monitoraggio, correzioni ordinarie — e un intervento specialistico a progetto per le fasi tecniche: migrazioni, ristrutturazione dell'architettura, lavori sulle prestazioni.

Costa meno di un contratto d'agenzia continuativo e copre le competenze che alla persona sola mancano. Richiede però che qualcuno in azienda tenga il coordinamento, ed è la condizione che chi sceglie questa strada sottovaluta più spesso.

I tre segnali che valgono più delle referenze

Come parla dei fallimenti. Un fornitore esperto ha progetti andati male e sa spiegare perché. Chi racconta solo successi non ha abbastanza storia oppure non ha guardato abbastanza da vicino.

Cosa chiede prima di fare il preventivo. Le domande giuste riguardano il margine dei servizi, il valore di un cliente, chi risponde alle richieste. Chi chiede solo il numero di pagine del sito sta quotando un compito.

Come reagisce a una richiesta fuori scala. Se accetta senza discutere un obiettivo irrealistico, dirà di sì anche alle prossime cose che non può mantenere.

Il contratto: le quattro clausole da leggere

Proprietà dei contenuti e degli accessi. Testi, pagine e profili devono restare vostri e intestati a voi. È la clausola che evita di ritrovarsi ostaggi.

Durata e preavviso. Un vincolo di dodici mesi è normale per un lavoro che ha bisogno di tempo; un vincolo di ventiquattro senza uscita non lo è.

Cosa succede se i risultati non arrivano. Non serve una garanzia impossibile: serve un momento di verifica dichiarato — di norma a sei mesi — in cui si guarda insieme se continuare, cambiare approccio o fermarsi.

Chi lavora sul progetto. Se la trattativa la conduce una persona e l'esecuzione un'altra mai nominata, è meglio saperlo prima di firmare che al terzo mese.

Il costo del cambio fornitore

Cambiare a metà percorso costa più di quanto sembri: il nuovo fornitore impiega settimane a ricostruire il contesto, e spesso rifà scelte già fatte perché non ha modo di sapere perché erano state prese.

Si riduce con una sola pratica: pretendere che ogni decisione importante sia scritta da qualche parte — quali ricerche si presidiano, perché, cosa è stato provato e con che esito. È un documento di poche pagine che rende il progetto trasferibile, e nessun fornitore serio si oppone a mantenerlo.

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