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Ristoranti e pizzerie

Gestionale su misura per ristoranti e pizzerie

Il sabato sera non si incastra da solo con le telefonate. Chi gestisce un ristorante o una pizzeria lo sa bene: le prenotazioni arrivano al telefono mentre si è in sala, finiscono su un'agenda di carta o in un messaggio, e il pranzo di lavoro promesso a voce si sovrappone al compleanno segnato la settimana prima. Il preventivo per l'evento privato resta sepolto nei messaggi, la richiesta di degustazione aspetta una risposta da giorni, e nessuno ricorda più chi aveva chiesto il tavolo vicino alla finestra.

Il gestionale che costruiamo per la ristorazione mette tutto in un posto solo: le prenotazioni con il loro stato, dalla richiesta all'incasso, gli eventi in calendario — cene, pranzi di lavoro, degustazioni, compleanni, eventi privati — e la scheda dei clienti abituali, con quello che hanno prenotato in passato. Aprendo la prima pagina si vedono i numeri che contano davvero: i clienti abituali, le prenotazioni ancora aperte, i coperti della settimana e i messaggi ancora da leggere.

Non serve immaginarlo: sul sito c'è una demo funzionante, con dati d'esempio presi da questo mestiere. Si apre subito, senza registrazione, e si può girare tra prenotazioni, eventi e schede dei clienti come se il locale fosse vostro. I dati sono inventati, il funzionamento è quello vero. Serve a capire, prima ancora di parlarne con noi, se questo modo di lavorare fa al caso vostro.

Dove si perdono i soldi senza un sistema.

Il sabato si incastra al telefono

Le richieste arrivano quando la sala è piena: si risponde di fretta, si segna su un foglio, si promette di richiamare. Qualche richiamata salta, qualche tavolo viene dato due volte, e chi non riceve risposta prenota altrove. Non è colpa di nessuno: è che il telefono squilla nei momenti in cui nessuno può occuparsene con calma. Ogni prenotazione persa così è un tavolo vuoto che nessuno conteggia.

Gli eventi restano a metà

Un evento privato o un compleanno vale quanto una serata intera, ma passa per più mani: la richiesta, il menù proposto, l'acconto, la conferma. Se questi passaggi vivono tra messaggi, fogli e memoria, basta una settimana piena perché un'opzione resti appesa e la data venga chiesta da qualcun altro. Chi organizza la festa non richiama due volte: sceglie il locale che ha risposto per primo e per iscritto.

I clienti abituali dati per scontati

Ogni locale campa dei clienti che tornano, eppure sono quelli di cui si sa meno: nessuno segna cosa hanno festeggiato, che tavolo preferiscono, quando sono venuti l'ultima volta. Così, quando smettono di prenotare, nessuno se ne accorge in tempo per invitarli a una degustazione o a una serata. Riportare in sala chi già conosce il locale costa molto meno che convincere uno sconosciuto, ma solo se ci si ricorda di lui.

Come segue il lavoro, passo per passo.

Questi sono gli stadi veri della demo: ogni pratica sta in uno di questi, e si vede a colpo d'occhio dove si è fermata.

  1. Richiesta

    Tutto comincia da una domanda: una telefonata, un'email, qualcuno che si affaccia in sala. Nel gestionale la richiesta viene segnata subito con la data, il numero di coperti e il tipo di occasione — una cena, un pranzo di lavoro, un compleanno. Niente più foglietti accanto alla cassa: ogni richiesta ha una scheda e nessuna resta senza risposta per dimenticanza.

  2. Opzionata

    Capita spesso che il cliente debba ancora decidere: il menù dell'evento privato, il numero degli invitati, l'orario. La data intanto si segna come opzionata, così la sala sa che quel tavolo non è libero ma non è nemmeno certo. Le opzioni in sospeso restano in vista, e si sa sempre chi va richiamato prima che la data serva a qualcun altro.

  3. Confermata

    Alla conferma la prenotazione diventa un impegno preso: coperti, orario, eventuali richieste particolari sono scritti in un posto solo, e chiunque sia di turno può leggerli. La serata si compone pezzo per pezzo, e il quadro dei coperti in settimana si aggiorna da sé: si vede in anticipo quali sere sono piene e dove c'è ancora spazio.

  4. Servita

    A fine serata la prenotazione si segna come servita. Sembra un dettaglio, ma è qui che si costruisce la memoria del locale: nella scheda del cliente resta traccia di quando è venuto, in quanti erano e per quale occasione. Alla prossima telefonata non è più uno sconosciuto, e i clienti abituali si riconoscono dai fatti, non a memoria.

  5. Incassata

    L'ultimo passaggio chiude il cerchio: la prenotazione servita diventa incassata. Per la cena del giorno è un attimo; per un evento privato o una degustazione, dove ci sono acconti e saldi, è la differenza tra sapere e sperare. Niente resta a metà: se qualcosa è stato servito ma non ancora incassato, si vede subito, senza andare a ripescare i conti.

Le domande che ci fanno più spesso.

Che differenza c'è con i soliti programmi di prenotazione per ristoranti?
I programmi a scaffale per ristoranti funzionano allo stesso modo per tutti: sono loro a decidere il percorso, e il locale si adatta. Qui si parte dal contrario, cioè da come lavorate voi: chi risponde alle richieste, come tenete le opzioni, cosa succede tra la conferma e l'incasso. Il gestionale viene costruito su quel percorso, senza funzioni pensate per altri mestieri o per locali che non assomigliano al vostro. In cambio non è un abbonamento da attivare in un giorno: è un progetto, con i suoi tempi.
Il personale di sala deve imparare un programma complicato?
Un po' di abitudine serve sempre, sarebbe scorretto promettere il contrario. Il vantaggio del su misura è che le schermate usano le parole della sala: richiesta, opzione, conferma, coperti, non termini astratti da tradurre. Chi prende le prenotazioni al telefono deve saper fare poche cose: segnare una richiesta, confermarla, cercare un cliente. Nella demo si può misurare da subito quanto è immediato, facendo provare proprio chi risponde al telefono.
Ho due locali: serve un gestionale per ciascuno?
No, ed è uno dei casi in cui il su misura si fa sentire. Se i locali sono due, in fase di analisi si valuta come tenerli distinti dove serve — le prenotazioni e i coperti di ciascuna sala — e uniti dove conviene, per esempio nella scheda del cliente che frequenta entrambi. Come dividere le cose si decide insieme guardando come lavorate davvero, non applicando uno schema fisso.
Quanto costa un gestionale così per un ristorante?
Dipende da quanto lavoro deve coprire. Un modulo singolo, per esempio la sola gestione delle prenotazioni, va dai cinquemila ai quindicimila euro. Un sistema completo, che tenga insieme prenotazioni, eventi, clienti abituali e incassi, va dai ventimila ai cinquantamila. I progetti più complessi superano i settantamila. Sono le fasce pubblicate sul resto del sito, non un listino: il gestionale è su misura, quindi il preventivo arriva dopo aver capito come lavora il vostro locale, non prima.
Posso vedere come funziona prima di parlarne con qualcuno?
Sì, ed è il punto da cui consigliamo di partire. Sul sito c'è una demo del gestionale per la ristorazione, aperta a tutti e senza registrazione: dentro ci sono prenotazioni, eventi e schede clienti d'esempio, così si vede il funzionamento con dati simili ai vostri. Non è un filmato né una presentazione: si clicca, si aprono le schede, si sposta una prenotazione da uno stadio all'altro. Se poi qualcosa non torna, se ne parla a voce.

Il modo più semplice per farsi un'idea resta la demo: è sul sito, si apre senza registrazione e contiene prenotazioni, eventi e clienti d'esempio già pronti. Pochi minuti bastano per capire se questo modo di tenere in ordine la sala somiglia al vostro.

Se poi l'idea regge, parliamone. Siamo a Cagliari e prima di proporre qualsiasi cosa vogliamo sentire come lavora il vostro locale: com'è fatto un sabato sera, come nascono gli eventi, chi risponde al telefono. Da lì si capisce insieme se un gestionale su misura ha senso, e in quale forma.