- La demo si prova davvero o bisogna lasciare i propri recapiti?
- Si prova davvero, dal sito, senza registrazione e senza lasciare recapiti. Dentro trovate un centro estetico d'esempio: clienti, appuntamenti di taglio e piega, colore, manicure, laser e trattamenti viso, pacchetti nei vari stadi della trattativa. Serve a farvi capire come ragiona il sistema, non a vendervi un abbonamento: quando chiudete la pagina, finisce lì.
- Quanto costa un gestionale su misura per un salone?
- Dipende da cosa serve davvero. Un modulo singolo, per esempio la sola gestione di agenda e pacchetti, va dai cinque ai quindicimila euro. Un sistema completo, costruito su tutto il percorso della cliente, dai venti ai cinquantamila. I progetti complessi superano i settantamila. Il preventivo arriva dopo aver visto il vostro modo di lavorare, non da un listino: è l'unico modo perché il prezzo corrisponda al lavoro vero.
- Perché non prendere uno dei soliti programmi per parrucchieri in abbonamento?
- I programmi a scaffale funzionano finché il salone lavora come dice il programma. Se vendete i pacchetti a modo vostro, se il laser ha percorsi diversi dal viso, se contate le clienti in un altro modo, siete voi a piegarvi al software. Noi facciamo il contrario: guardiamo come lavorate e costruiamo il gestionale su quello. Costa più di un abbonamento, ma è vostro e fa le cose come le fate voi.
- Io e le mie collaboratrici stiamo tra poltrona e cabina tutto il giorno: chi lo tiene aggiornato?
- È la domanda giusta, perché un gestionale non aggiornato muore in fretta. Per questo lo disegniamo intorno ai tempi veri del salone: segnare un appuntamento o spuntare una seduta deve costare pochi secondi, non una procedura. E siccome le schermate nascono sui vostri trattamenti e sulle vostre parole, non c'è un programma estraneo da imparare. Un minimo di abitudine serve comunque: su quello non si può barare.
- Ho due saloni in punti diversi della città: servono due programmi?
- No, ed è uno dei casi in cui il su misura si vede. In fase di progetto si decide come trattare le due sedi: un'agenda per ciascun salone con le schede delle clienti in comune, pacchetti che la cliente può scalare di qua o di là senza discussioni in cassa, oppure conti separati per capire come rende ciascun punto. Con un programma a scaffale spesso si finisce con due abbonamenti e due archivi che non si parlano; qui la struttura nasce fin dall'inizio sul fatto che i saloni sono due.